Il posto
La premessa è che non si sta dissertando di normale ristorazione, ma di uno stellato Michelin. Tutto viene di conseguenza. Il design del locale è
raffinato, moderno ed esclusivo, arricchito dalla magnifica cucina a vista, dagli spazi creati per mettere in evidenza le pregiate bottiglie selezionate e vendute nello shop, dallo Smartino, il ristorante creato per il pasto di metà giornata. Arrivati in sala, i tavoli sono distanti il giusto da lasciare intima la conversazione. Il colore prevalente è il bianco, le luci soffuse ma non basse creano un contrasto lunare con il blu che retroillumina le finestre. I bicchieri per l'acqua sono di Murano.
Nulla è trascurato nel servizio: il vino viene lasciato in ghiacciaia e servito solo dal sommelier, in maniera puntualissima - calibrato in modo che la bottiglia finisca con la fine del pasto -, ogni portata è corredata di gentili spiegazioni. La gestione è familiare: padre e figlio chef, madre al servizio, altro figlio sommelier formano una squadra dai meccanismi perfettamente oliati. Attentissimi ma non opprimenti, puntuali, azzeccano sempre tempi e modi. Tanto di cappello! Nota: nessun problema per il parcheggio.
La mangiata
La carta del menù è grande ed elegante, con i prezzi riportati solo su quella del gentiluomo che si suppone badare cortesemente alla sua metà. Tanta classe viene indubbiamente pagata, ma il menù non lascia spazio a dubbi sull'eccellenza della cucina. Piuttosto, dalla presenza del portaburro - per accompagnare alcuni piatti o i crostini iniziali -, con base e coperchio in argento, diviso in due per lasciare a ciascun commensale il suo, dalle etichette presenti nella carta dei vini e dall'accuratezza con cui è composto il carrello dei formaggi, è facile supporre una decisa influenza francese su...
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